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ore 10.00 per un sit in sotto il Ministero dell’Istruzione, della Ricerca e dell’Università in viale Trastevere a Roma.
Dal ministero riforme e circolari del 1923, ma siamo nel 2010.
Il SISA conferma lo sciopero generale della scuola per il primo marzo contro le riforme reazionarie e per la piena integrazione di tutti gli studenti stranieri.
Il Ministro Gelmini Patelli ha destrutturato del tutto la scuola superiore, meno ore, meno materie, meno docenti, almeno ventimila, a partire da quei precari che quest’anno hanno ancora salvato l’incarico annuale, non come i precari non abilitati, che numerosi aderiscono al SISA, e che negli ultimi mesi neppure hanno avuto accesso alle supplenze brevi, né hanno visto riconosciuto il loro diritto ad abilitarsi. La (contro)riforma è chiara, si ritorna alla riforma Gentile, che siano passati quasi novant’anni e l’Italia sia un po’ cambiata non sembra interessare il ministro, la quale pure in merito alle spese ordinarie, dopo i tagli che abbiamo segnalato a gennaio (vedi comunicato SISA del 12.1.2010 in Scuola News del sito www.sisascuola.it) procede invitando a tagliare il 25% delle spese ordinarie, richiamandosi al regio decreto n.2240 del 1923, lo stesso anno della riforma Gentile. Sembra quasi che il ministro si diverta, per tagliare con ferocia i bilanci, licenziare attraverso il taglio delle cattedre, riedificare una scuola classista che avvantaggia i figli dei ricchi ed esclude i figli dei poveri, dei cassaintegrati, degli stranieri, a scegliere a caso tra l’annuario legislativo del ministero e a copiare quanto allora scritto. La scuola del 2010 è così quella del 1923, secondo anno della dittatura fascista. Oggi però la dittatura non c’è ancora e noi che viviamo nel nostro tempo, non nel 1923, sappiamo che quasi mezzo secolo fa un sacerdote, don Lorenzo Milani, ci ha insegnato che “non vi è niente di più ingiusto che fare parti eguali tra diseguali” e che “l’obbedienza non è una virtù, ma la più subdola delle tentazioni.” Per queste ragioni chiediamo le dimissioni del ministro Gelmini Patelli e confermiamo lo sciopero generale della scuola con manifestazione nazionale a Milano per lunedì primo marzo, in concomitanza con lo sciopero degli stranieri, che, soprattutto quando sono giovani, rappresentano gli italiani di domani. Uno sciopero per una scuola in cui le culture possano essere studiate e possano incontrarsi in classi aperte a tutti, senza quote del 30%, in cui l’interculturalità e l’interdisciplinarietà siano valori, in cui si studino la storia e la geografia, si salvino le sperimentazioni avviate da Beniamino Brocca, uno degli ultimi democristiani a occuparsi di scuola e a capirne.
In piazza quindi, rinnovando l’impegno per una scuola che rifiuta il 1923 e le sue leggi, che guarda al presente per costruire il futuro.
5 febbraio ’10
Davide Rossi
Segretario generale SISA
Sindicazione