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15 Gen 2012 

Trasformare la scuola media in un biennio

e garantire ai giovani italiani un curricolo di 12 anni

come nel resto d’Europa



Il SISA concorda con la proposta avanzata dal sottosegretario Rossi Doria di riduzione di un anno del percorso scolastico dei ragazzi italiani. 13 anni dalla prima elementare alla maturità (5+3+5) sono un percorso totalmente incompatibile con tutti i percorsi didattici europei, incentrati su 11 o 12 anni scolastici. La nostra approfondita conoscenza, non solo per visite dirette durante diversi viaggi, ma anche attraverso i gruppi SISA in loco, di scuole di ogni ordine e grado in diverse nazioni europee, in particolare Francia, Belgio, Spagna e Germania, ma anche Polonia, Russia e Slovenia, ci fanno dichiarare, come SISA, l’urgente necessità di una riforma in questo senso, che non penalizzi più i nostri diplomati e i nostri laureati, da sempre i più vecchi d’Europa.

Ciò detto, prima di entrare nel merito dell’argomento, ci preme sottolineare che nessun posto di lavoro deve essere perso con tale riduzione del curricolo. È evidente che organizzando classi non da 40, 30 e nemmeno da 25 alunni, ma classi con 15/20 studenti, si recupererebbero tutti i posti di lavoro che verrebbero a mancare con l’eliminazione di un anno di scuola e anzi se ne creerebbero di nuovi, a tutto vantaggio della relazione educativa e di una certezza incontestabile: il miglioramento degli apprendimenti da parte dei discenti.

Premesso infine che la simpatia del SISA va a quei sistemi che vedono l’esistenza di soli due ordini di scuola, modello 6+6, comprendiamo tuttavia la specificità della scuola italiana e avanziamo un’altra proposta.

Partendo dalla considerazione che una riduzione di un anno delle scuole superiori è una soluzione enormemente complicata, non solo per la specificità dei percorsi, proponiamo la riduzione della scuola media inferiore a un biennio, con l’accesso dei ragazzi un anno prima alle superiori. La riforma delle medie da triennio in biennio è molto più semplice e fattibile dal punto di vista organizzativo, permettendo un assorbimento dei colleghi delle medie inferiori in esubero, laddove non sia sufficiente la generale riduzione degli alunni per classe da applicare a tutto il sistema scolastico, nei ruoli delle medie superiori.

Il SISA resta a disposizione di quanti, in sede istituzionale, così come in ogni occasione pubblica, vogliano discutere con noi del futuro della scuola italiana, approfondendo le ragioni di questa nostra proposta e delle altre che stanno emergendo.



15 gennaio ’12 - 93° anniversario dell’uccisione di Rosa Luxemburg



Davide Rossi

Segretario generale


Admin · 1 visita · 0 commenti
11 Gen 2012 
Suona il telefono.
- SISA?
- Sì!
- Mi ha chiamato la scuola e dice che, poiché il Dirigente Scolastico non ha fatto passare la circolare dello sciopero, non posso scioperare.
- È una imbecillità colossale, anzi il preside rischia sanzione civile e pen


Admin · 2 visite · 0 commenti
03 Gen 2012 

In questi giorni il SISA sta ricevendo centinaia di mail e di telefonate in merito allo sciopero da noi indetto. Alcune di sincero sostegno, altre di viva disapprovazione, tra queste ci piace segnalarne una e la risposta data dal segretario generale.


2 gennaio ’12


Il coordinamento


Fate schifo


Sono un genitore, nonché rappresentante di classe di una Primaria di Firenze.

A me sinceramente cadono le braccia.....ma come si fa??

Nella situazione in cui ci troviamo, in una crisi in cui TUTTE E RIPETO TUTTE le forze politiche ci hanno portato in questi anni.....Voi che fate? Dopo 16 gg di vacanza...Vi presentate con 2 giorni di sciopero..!!?!

A me sembra un comportamento da Irresponsabili....!

Sono totalmente in disaccordo con la Vostra decisione e la combatterò presso le sedi più opportune.

Mettete in difficoltà migliaia di famiglie con bambini, per combattere una decisione che tocca anche me ma che è giusta e inevitabile e non più rimandabile!!

Sfiduciato dal Vostro deprecabile comportamento.

Saluti amari

FIRMA DEL GENITORE


Gentile genitore,

premesso che "fate schifo" non è proprio un bel titolo per una mail, anzi meriterebbe una denuncia per diffamazione, perchè lei non dice "fate cose schifose", dice che facciamo schifo noi, e francamente mi sembra un insulto gratuito,

nessuno le impedisce di combattere come noi combattiamo,

Lei cerchi di convincere più lavoratori della scuola che può a non scioperare, così come noi cercheremo di convincerne il più possibile a scioperare.

Le auguro buon anno, io ho la certezza di combattere anche per i diritti dei suoi figli, quelli per i quali lei vorrebbe che io non mi battessi.


DAVIDE ROSSI SEGRETARIO GENERALE SISA



Admin · 4 visite · 0 commenti
03 Gen 2012 
Un genitore attacca il nostro sciopero :

 

 

La nostra risposta: 

 

Breve risposta ad un uomo disinformato e confuso


Giuseppe Adernò, dell’ASASI Catania, mette insieme una serie di sciocchezze che meriterebbero una denuncia per diffamazione, ma poiché noi del SISA siamo per la libertà d’espressione, sempre, anche nel caso di emerite fesserie, non procederemo e lo perdoniamo.

Meritano tuttavia una risposta talune sue affermazioni, scrive Adernò: “La causa dei mali della scuola italiana sono proprio i sindacati”. Forse dei sindacati pronto-firma, che hanno distrutto la scuola insieme ai ministri dell’ultimo ventennio, o forse il sindacato a cui è iscritto lui, non certo dei sindacati che lottano, il nostro tra i primi, stante che, si informi Adernò, il SISA ha il primato di giorni di sciopero indetti o a cui ha aderito negli ultimi quattro anni scolastici, nonché una presenza di piazza, in manifestazioni, irraggiungibile da qualunque altro sindacato scuola, grazie al fatto che siamo un sindacato di docenti, ATA e studenti, tra noi maggioritari. Le ragioni dei nostri scioperi le trova sul sito www.sisascuola.it , gli ricordo solo che il nostro modello è don Milani che ai ragazzi diceva: “Io dico a un ragazzo:onora lo sciopero come la più alta espressione della tua dignità di uomo.Lo sciopero è un sacro istituto accettato dalla nostra Costituzione.Io a un ragazzo dico: sciopera sodo domani.”

Adernò accenna poi alla disponibilità del governo a trattare. A noi non risultano inviti né di Monti, né di Profumo nei confronti del SISA, appena ci inviteranno ci recheremo all’incontro, perché di idee per salvare la scuola pubblica ne abbiamo più di loro, poi scrive: “A cosa serve questo sciopero se non sono chiare le questioni e le possibili risoluzioni da adottare?”

Il SISA sciopera perché tutti gli italiani devono lavorare 40 anni, non uno di più. È un concetto di giustizia elementare, a garanzia anche dei giovani precari che devono essere immessi a tempo indeterminato. Ci auguriamo che Adernò non sia già in pensione e nel caso non lo abbia fatto prima dei 40 anni di servizio e se ancora lavora nella scuola, non ne esca prima di aver lavorato 40 anni, perché non vi sarebbe niente di più ingiusto che lui lavorasse 38 anni e io, e molti come me, ne debbano lavorare 44, sei di più, don Milani diceva: “non vi è niente di più ingiusto che fare parti eguali tra diseguali e parti diseguali tra eguali”.

Poi in pieno stato confusionale Adernò parla di “elefantiaco sistema sindacale”. Che in giro di elefanti e di tromboni ce ne siano molti non vi è dubbio, ma noi del SISA siamo proprio fuori discussione.

Venga Adernò a Milano e gli presenteremo i bilanci, ben piccoli, del sindacato, sappia, se non lo sa, che nel SISA tutti lavorano volontariamente e gratuitamente per statuto e che il SISA ha zero lavoratori distaccati e zero ore di permesso sindacale. Quindi che i suoi elefanti, se proprio vuole, se li vada a cercare da un’altra parte.

Da Adernò ci aspetteremmo infine, almeno, delle scuse, ma sappiamo che anche quelle sono difficili da ricevere, quando le si aspetta da qualcuno che ti ha insultato senza neanche conoscerti, solo perché hai indetto uno sciopero, a tutela dei diritti e della dignità dei lavoratori, per amore della scuola pubblica.


2 gennaio ’12


Davide Rossi

Segretario generale SISA

 


Admin · 6 visite · 0 commenti
01 Gen 2012 


Dopo tragici anni di tagli, la possibilità di cambiare davvero,

con le elezioni sindacali,

intanto due giorni di sciopero il 9 e 10 gennaio 2012


Si chiamavano bidelli, ora collaboratori scolastici, ma la qualità del loro lavoro negli ultimi venti anni è solo peggiorata. I docenti sono diventati intanto dei baby sitter con classi da 30/40 ragazzi, insegnano nei ritagli di tempo, quando la turba giovanile placa gli ormoni, vivaci e vitali, e accetta di ascoltare. La devastazione della scuola pubblica è proceduta “bipartisan”, certo Berlusconi e le sue Gelmini/Moratti hanno disastrato più degli altri, ma il ricordo dei ministri Berlinguer e Fioroni è triste e mesto non di meno, né cambia la musica sotto Monti con Profumo.

Il 2012 si annuncia tragico, il triplice agnello sacrificale è sempre lo stesso: scuola, sanità e pensioni verranno tagliate, sminuzzate dalle continue manovre di aggiustamento, che hanno un solo risultato: impoverire gli italiani onesti che pagano le tasse e facilitare la recessione.

Tuttavia per la scuola, per i lavoratori, docenti e ATA, una possibilità c’è: il rinnovo delle rappresentanze sindacali, con liste da presentare entro i primi giorni di febbraio. È una grande occasione per due ragioni, la prima è che i lavoratori possono scegliere chi, a livello di scuola, difenderà le loro ragioni di fronte ai presidi, i quali, spesso loro malgrado, sono ridotti a burocrati che eseguono ordini provenienti dall’alto, l’esatto contrario di quello che dovrebbero fare, ovvero organizzare in modo creativo il luogo che promuovere i saperi, il secondo è che si può provare, dopo dieci anni in cui rappresentativi e ammessi alle contrattazioni nazionali sono stati solo e soltanto i cinque sindacati che sempre hanno firmato e avvallato il peggioramento della situazione (CGIL, CISL, UIL, GILDA, SNALS) ad avere un nuovo sindacato rappresentativo. È l’ANIEF, non da solo, ma in una alleanza che vede, tra gli altri, presenti noi del SISA, Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente. Il modo per diventare rappresentativi, visto che l’amministrazione impedisce di avere una lista nazionale da far votare a tutti i lavoratori da Trieste a Siracusa, che sarebbe il modo più democratico, è quello che i candidati di scuola si presentino con la lista ANIEF – SISA. Ogni voto a questa lista non solo eleggerà agguerriti rappresentati di scuola, ma contribuirà ad avere dei rappresentati nazionali che garantiscono diritti e non impaurite firme a ogni taglio del governo di turno. Diventare rappresentativi è una grande sfida, ma dobbiamo provarci perché possiamo riuscirci e dopo neppure a scuola ci potranno negare i diritti sindacali e l’assemblea in orario di servizio.

È una grande, grandissima sfida, possiamo e dobbiamo vincerla, ma per farlo occorre che ciascuno faccia la sua parte, con slancio ed entusiasmo, candidandosi, organizzando nella propria scuola la lista ANIEF-SISA.

Se dopo il voto, fissato ai primi giorni di marzo, saremo diventati rappresentativi, ciascuno di noi potrà dire, con orgoglio, di aver contribuito ad una svolta epocale, la quale, lo assicuriamo, nonostante le nubi grigie che si addensano all’orizzonte, cambierà la scuola italiana, finalmente in meglio, partendo dai diritti e dalle ragioni imprescindibili di chi tutti i giorni, con passione ed entusiasmo varca il portone, docenti e ATA, per fare della scuola italiana un luogo capace di futuro e capace di costruirlo.

Intanto apriamo l’anno con uno sciopero della scuola, senza esitazioni, 48 ore il 9 e 10 gennaio, contro il rinvio delle pensioni per i lavoratori in servizio e l’allontanamento di un lavoro stabile per i giovani e i precari, il governo Monti deve rivedere tali ingiustizie, con la lotta glielo imporremo.


31 dicembre ’11

Davide Rossi

Segretario generale


Admin · 4 visite · 0 commenti

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